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Sono più di 40 anni che gli Amici del Presepio con il loro lavoro riportano alla memoria il paese che non c’è più.
Quest’anno la scena principale è dedicata a quella zona che un tempo era identificata come
"piazzetta do ponti".
Chi abita a Santa Lucia difficilmente potrebbe immaginare che, da quella che ora è conosciuta solamente
come via Crispi, negli anni che furono lo sguardo potesse scorrere fino alla Granza
(area che fu di grande importanza per lo sviluppo del paese) eppure, grazie agli Amici del Presepio,
oggi è possibile ricevere un’immagine di quello che poteva essere Santa Lucia fin quasi alla metà
del ’900 prima che guerre, ricostruzioni e successivo inurbamento la rendessero quella che conosciamo oggi.
Allo spettatore è comunque richiesto uno sforzo interpretativo perché è difficile condensare in uno spazio
piccolo, com’è quello nel quale si sviluppa il presepio, la distanza che separa questi due punti;
dunque ci siamo concessi qualche piccola licenza "poetica" e qualche trucco prospettico.
Cerchiamo ora di dare una breve chiave di lettura del Presepio; iniziamo ad analizzare gli edifici in primo piano:
sulla sinistra la Natività trova riparo in quella che fu, inizialmente, da fine anni ’50 al 1983,
la merceria di Alba Pierina che fu sede anche del telefono pubblico
(fino a quando la diffusione della telefonia rese obsoleto tale servizio)
e in seguito, in tempi più recenti, la barberia di Toni Florian;
sulla destra, in un piano leggermente sfalsato, la villetta Zanetti, con parte del giardino di pertinenza
che conserva ancora nel muro di cinta tracce delle vedute pittoriche di Tommaso Zanetti
(marito di Alba Pierina).
Dietro questi edifici, sulla sinistra, la casa del priore che delimita i campi coltivati,
i quali trovano la loro definizione nella chiusura operata dall’ultima linea di case
che ingloba il resto dell’abside di quello che probabilmente doveva essere la cappella
del convento delle suore Agostiniane dei Santi di Murano (Venezia),
presenti in paese dal 1490 al 1770.
Questi scorci di paese fanno da cornice alle piccole scene di vita quotidiana
che rimandano ai lavori, ai giochi, ai costumi di una vita certamente dura e faticosa
ma sicuramente più semplice e, probabilmente, più genuina.
Lasceremmo alla curiosità dei visitatori lo stupore di scoprire gli altri piccoli segreti
e dettagli che questo presepe racchiude.
Buon Natale a tutti
“Gli Amici del Presepio”
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